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Il progetto
Piano Grezzo nasce da una domanda semplice: in che modo è possibile intervenire sulla quotidianità attraverso la pratica artistica?
Dopo anni dedicati alla scultura e alle arti visive, ho iniziato a riconoscere nel design la possibilità di portare la ricerca estetica fuori dagli spazi espositivi e dentro i luoghi che abitiamo ogni giorno.
Se l'arte ha il potere di modificare il nostro sguardo sul mondo, il design può trasformare il modo in cui lo viviamo.
Piano Grezzo è il punto d'incontro tra queste due dimensioni.
Il processo
Ogni oggetto prende forma attraverso lo stesso processo con cui si costruisce un'opera: osservazione, ricerca, sperimentazione e attenzione ai rapporti tra forme, materiali, colori, luci e volumi. Non esiste una separazione netta tra gesto artistico e progetto funzionale; esiste piuttosto la volontà di attribuire valore estetico agli elementi che accompagnano la vita quotidiana.
Gli oggetti di Piano Grezzo non cercano di raccontare una storia né di imporsi come simboli. Esistono per occupare uno spazio, dialogare con la luce, modificare un'atmosfera, suggerire una presenza.
Sono il risultato di una ricerca che mette in relazione sensibilità artistica e costruzione artigianale, immaginazione e tecnica.
La singolarità
In un tempo dominato dalla riproduzione seriale, Piano Grezzo sceglie la singolarità. Ogni pezzo nasce come un progetto autonomo, unico o prodotto in tirature estremamente limitate, conservando le tracce del processo che lo ha generato e il carattere irripetibile delle cose fatte con attenzione.
Più che un marchio, Piano Grezzo è un laboratorio di possibilità. Uno spazio aperto alla collaborazione con artisti, designer e artigiani, accomunati dal desiderio di rendere il quotidiano un luogo di ricerca, di bellezza e di esperienza.
“… Perché gli oggetti che ci circondano non sono semplici strumenti ma sono parte del paesaggio che abitiamo ogni giorno.”
Giuseppe La Tona — 1997
Nato a Palermo, vive e lavora a Ventimiglia di Sicilia (PA). Si forma come scultore presso l'Accademia di Belle Arti di Palermo.
“Non voglio progettare oggetti, ma relazioni tra persone, spazio e materia.”